La distribuzione delle competenze tra lo Stato e le entità autonome ha un ruolo decisivo nella definizione e nella comprensione di ogni modello costituzionale di stampo “federalista”. Dopo avere considerati, a necessaria premessa, alcuni temi di carattere generale concernenti le esperienze federali e regionali, il volume mette a confronto il nuovo regime introdotto con la riforma costituzionale e il modello originario disegnato dalla Costituzione del 1948: una attenta analisi dei nuovi poteri delle Regioni e dei diversi interrogativi che pone il testo riformato – tanto più in assenza di una prassi applicativa – è così preceduta da un ampio esame dell’esperienza precedente, necessario sia per cogliere il significato e la portata della riforma , sia per trarre spunti ed indicazioni utili per avviare a soluzione molti dei problemi interpretativi e applicativi che scaturiscono dal testo attuale del Titolo V della Costituzione.
Avvertenza. - Premessa. - Parte prima: Federalismo, regionalismo e giurisdizione costituzionale. - I Il dibattito sul «Federalismo» e sulla distinzione tra Stato regionale e Stato federale. - II La giurisdizione costituzionale nei sistemi federali e regionali. - Parte seconda: I poteri delle regioni nel modello originario. - I Le origini dello Stato regionale in Italia. - II I principi e le linee fondamentali del disegno costituzionale. - III Le materie regionali. - IV Il limite dell’interesse nazionale. - V Il limite dei principi e delle norme di grande riforma. - VI Le funzioni amministrative regionali e i poteri statali di ingerenza. - VII La «leale collaborazione» come principio di governo dei rapporti tra stato e regioni. - VIII Il «potere estero» e la partecipazione delle regioni al processo di integrazione europea. - Parte terza: Stato e regioni nel nuovo Titolo V della Costituzione. - I La nuova distribuzione delle competenze e il regionalismo «duale». - II Lo stato e le regioni nella gestione degli affari esteri e comunitari.