Commento al decreto sulle semplificazioni

(D.Lgs. n. 175 del 2014)

  • Data di pubblicazione

    marzo 2015

  • Formato

    Copertina Flessibile

  • Pagine

    240

  • ISBN

    9788834859391

€ 26,00

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Abstract
Al decreto legislativo sulle semplificazioni, il cui commento e' oggetto del presente volume, e' capitata la sorte di esordire nell’attuazione dell’esercizio delle varie deleghe di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 23.Ciò probabilmente e' scaturito da una supposta maggior velocita' di ese-cuzione, per via degli istituti interessati dalla mini-riforma, e dal desiderio di rendere operativo l’asse portante del decreto legislativo sulle semplificazioni, e cioe' la c.d. dichiarazione precompilata. Di quest’ultima e' stato detto che rappresenta un notevole passo avanti nella semplificazione degli adempimenti, ma, alla luce del provvedimento emesso, occorre chiedersi per chi” operi tale semplificazione. Vale a dire, se sia veramente un provvedimento di vantaggio per il contribuente o se, invece, rappresenti un appianamento degli adempimenti per l’amministrazione finanziaria, sino a poter configurare una sorta di "accertamento precompilato” in luogo della asserita "dichiarazione precompilata”. Accertamento precompilato che vede forme nuove di corresponsabilita' per il caso in cui ci si distacchi dall’elaborato trasmesso dall’amministrazione finanziaria.Di certo un simile istituto e' stato possibile solo grazie all’evoluzione della tecnologia. Modalita' similari erano impensabili allorquando i computers non esistevano o non erano così tecnologicamente avanzati ed in grado di trasmettere numerosissimi dati in breve tempo.Tuttavia, l’annunciato vantaggio derivante dalla dichiarazione precompilata e' certamente esistente, ma pare essere maggiore per l’amministrazione finanziaria piuttosto che per il contribuente. Se quest’ultimo ha l’utilita' di ricevere, nei casi in cui e' possibile, la dichiarazione dei redditi gia' redatta, l’amministrazione finanziaria di converso, grazie alla trasmissione dei dati imposta ad alcuni soggetti entro termini ristretti, in realta' anticipa il controllo formale che avrebbe dovuto comunque effettuare. Sull’altro piatto della bilancia, però, e' stato posto un appesantimento degli obblighi nel caso in cui il contribuente intenda discostarsi dalla dichiarazione precompilata inviatagli e forme di responsabilita' solidale per il soggetto che trasmetta la dichiarazione modificata (e la norma e' stata scritta in modo talmente infelice da far persino avanzare a qualcuno l’ipotesi che l’imposta possa esser chiesta sia al contribuente sia al soggetto che trasmette la dichiarazione: ma tale interpretazione condurrebbe alla illegittimita' costituzionale della norma). Con ogni probabilita' ciò dara' luogo da parte del soggetto abilitato alla trasmis-sione a rifiuti di esecuzione o ad aggravi di costi, al fine di bilanciare il rischio della corresponsabilita'.Peraltro, il decreto sulle semplificazioni, che doveva servire essenzialmente ad attuare la dichiarazione precompilata ed a tagliare appesantimenti inutili (e c’era una vasta scelta in proposito), e' stato utilizzato per ospitare una serie di disposizioni eterogenee che non contengono alcuna semplificazione. Le nuove responsabilita' solidali per i liquidatori delle societa' costituiscono solo il caso più eclatante in tal senso: non si vede in qual modo si possa ritenere che esse rappresentino delle semplificazioni, a tacer della loro problematica legittimita' costituzionale.Confrontando le indicazioni risultanti dalla legge delega (peraltro talmente generiche e scarne da far configurare una vera e propria delega in bianco) con il contenuto del decreto legislativo e' difficile invero ritenere che quest’ultimo abbia sempre ossequiato i criteri e le direttive stabiliti dal legislatore delegante.E' difficile infatti ritenere che i pur amplissimi criteri di cui all’art. 1 della legge n. 23 del 2014 permettano di concludere che il decreto legislativo si sia sempre mantenuto nel solco della delega. O che l’art. 7 della stessa legge, ad esempio con il suo richiamo alla revisione od al riordino dei sistemi fiscali "al fine di eliminare complessita' superflue”, consenta di aggiungere "complicazioni” che si riverberano in favore dell’amministrazione finanziaria o di eliminare garanzie per il contribuente.Di converso, la legge delega ed il decreto legislativo sulle semplificazioni rappresentano un’occasione perduta per procedere nella direzione di un appianamento degli ostacoli incontrati dal contribuente. Si sarebbe potuto intervenire, ad esempio, sull’istituto della compensazione con i crediti della pubblica amministrazione, che nonostante i ripetuti annunci resta ben lontano dal trovare concreta attuazione. Si sarebbe potuto disporre la conversione in nullita' di tutte le ipotesi che attualmente danno luogo ad inammissibilita' del ricorso nel processo tributario (e non solo limitarsi ad eliminare la sproporzionata sanzione di inammissibilita' prevista per il mancato deposito della copia dell’appello presso la segreteria del giudice di primo grado). Sempre in tema di processo tributario, si sarebbe potuto equiparare per tutte le parti le regole di riscossione in pendenza di giudizio; nella tutela cautelare rivedere i requisiti, alleggerendo o eliminando il periculum, ed elidere i contraddittori riferimenti alla prestazione di fideiussione o cauzione nonché sancire espressamente la possibilita' per il giudice di ordinare cautelativamente e provvisoriamente l’esecuzione di rimborsi. Ancora, si sarebbe potuto disporre che il dispositivo delle sentenze deve essere letto al termine del¬l’udienza di discussione, ovviamente dopo la necessaria camera di consiglio, mentre la motivazione deve essere depositata nei successivi novanta giorni. E via dicendo.Si vedra' alla prova dei fatti se e quale sia l’effettivo vantaggio che derivera', per l’amministrazione finanziaria e per il contribuente, dalla dichiarazione precompilata. Ma, anche in caso positivo, e' difficile pensare che il decreto legislativo sulle semplificazioni esponga globalmente più luci che ombre."
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