I nuovi epiloghi del procedimento penale per particolare tenuità del fatto

Collana
Procedura Penale. Sezione Commenti
  • Data di pubblicazione

    ottobre 2015

  • Formato

    PDF protetto da DRM

  • Pagine

    288

  • ISBN

    9788892156784

€ 22,99

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Dopo un lungo dibattito che ha visto per anni la dottrina dividersi soprattutto sulla natura giuridica dell’istituto, la particolare tenuità del fatto è divenuta “regola per l’esercizio dell’azione penale” anche nel rito “ordinario”, cioè al di fuori dei contesti limitati, ratione personae o ratione materiae, del processo minorile e del c.d. giudizio “di pace”. Il d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28, nell’adempiere alla delega conferita attraverso la legge 28 aprile 2014, n. 67, ha profondamente inciso sugli equilibri della giustizia penale. La nuova causa di non punibilità per particolare tenuità è venuta ad inserirsi nel procedimento attraverso diversi punti di innesto: il legislatore delegato, escludendo la strada dell’integrazione del catalogo delle declaratorie immediate ex art. 129 c.p.p., ne ha fatto una clausola rilevabile e dichiarabile a partire dalla fase delle indagini preliminari, non disdegnando di sfruttare appieno le capacità deflative dell’istituto.

Il volume propone una panoramica delle questioni più rilevanti sorte a seguito dell’entrata in vigore della novella – peraltro senza un regime transitorio specifico – soprattutto in ragione di certi “punti deboli” nel coordinamento tra il nuovo istituto, la previgente disciplina e alcuni principi fondamentali del processo penale. Il percorso si articola in tre sezioni: una di analisi della nuova normativa; una di confronto e critica della riforma italiana, attraverso una lente straniera; la terza di sintesi e di bilancio sul lungo e faticoso percorso che ha condotto all’introduzione di una causa generale di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

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