Il diritto di apprendere

Nuove linee di investimento per un sistema integrato

  • Data di pubblicazione

    ottobre 2015

  • Formato

    Copertina Flessibile

  • Pagine

    240

  • ISBN

    9788892101029

€ 26,00

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Abstract
In Italia, a quindici anni dalla legge n. 62/2000, che ha definito il Servizio Nazionale di Istruzione costituito dalla scuola pubblica statale e paritaria, la famiglia non ha ancora il pieno esercizio della libertà  di scelta in un reale pluralismo educativo.Per fare un passo avanti decisivo, di civiltà  e di diritto, si propone di introdurre il criterio del costo standard per allievo nell'unico Sistema Nazionale di Istruzione, nel quale vivano, collaborino e competano, sulla frontiera della "qualità  educante", scuole statali e scuole paritarie, entrambe riconosciute come istituzioni pubbliche al servizio della persona. Il risultato finale? Lo Stato spenderebbe molto meno, come il presente saggio dimostra: evidenza forse persuasiva, in ordine alle ragioni dell'economia che si coniugano con quelle del diritto, come previsto dalla Costituzione Italiana, per una democrazia pienamente realizzata."Tutto ciò ci ha in qualche modo distratti dal nostro obiettivo, forse anche un po' per colpa nostra; e vorrei, con tutta sincerità , domandare perdono all'Assemblea, se da parte nostra, anche per necessità  polemica, è stato accentuato questo dissidio e si è trascurato un problema che dovrebbe trovarci tutti egualmente concordi, il problema della scuola senza qualificazioni, della scuola nella quale rioffriamo veramente ogni nostra speranza, perchà© quando siamo di fronte alla scuola, veramente si accende o si riaccende la speranza. Pensiamo in questo momento, al di là  delle necessità  contingenti del dibattito, alla sorte della scuola in Italia; pensiamo a quello che essa può rappresentare per la ricostruzione spirituale del nostro paese, ai mezzi più opportuni, nella maggior concordia possibile degli spiriti, perchà© la scuola sia quella che deve essere, quella che vogliamo, con ferma volontà , che sia".(Aldo Moro nella seduta pomeridiana del 22 aprile 1947).
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